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LA VIRTUALIZZAZIONE SECONDO COSTA CROCIERE

02/04/2010 - L'operazione ha riguardato server, desktop e Wan.

di redazione bitmat.it

E si scopre che tutto è potenzialmente virtualizzabile ma non tutti i vendor garantiscono un supporto e che non sempre si tratta della soluzione migliore nel rapporto costo/prestazioni
Virtualizzazione server, desktop e Wan. Costa Crociere dopo avere rinnovato il sistema di controllo degli accessi nella fase di imbarco degli ospiti delle sue navi utilizzando la tecnologia di Psion Teklogix, punta decisa verso la virtualizzazione che ha lo scopo di consolidare e ridurre la crescita dei server fisici, ridurre i costi di gestione diminuendo lo spazio fisico necessario per ospitare i server, i consumi energetici e la gestione dell'It, ma anche migliorare il time to market diminuendo i tempi di preparazione e disponibilità degli ambienti a supporto delle nuove applicazioni, i tempi di distribuzione delle soluzioni e permette la standardizzazione dei Ced.
Il processo di virtualizzazione dei server è iniziato nel 2006 e nel 2009 ha visto il 60% dei server virtuali sul totale di quelli ospitati a terra e il 76% di quelli che invece stanno a bordo. In questo modo più del 65% dei server di produzione sono virtuali, i costi energetici sono stati ridotti fino al 60% della domanda rispetto all'utilizzo delle macchine fisiche e i costi di manutenzione sono calati almeno del 40%. Eccellenti risultati sono stati ottenuti anche per quanto riguarda il time to market e la migliore gestibilità dei server con una drastica procedura delle procedure di acquisto, logistica e rilascio di nuove macchine.
La lesson learned prevede che tutto è potenzialmente virtualizzabile, ma non tutti i vendor garantiscono un supporto in un ambiente virtualizzato e non sempre la virtualizzazione è la soluzione migliore nel rapporto costo/prestazioni anche se l'evoluzione tecnologica sta accelerando e attenuando i gap.
Per quanto riguarda i desktop gli obiettivi erano il miglioramento della qualità del servizio It, la riduzione dei costi e della complessità di gestione, l'aumento della produttività degli end user, l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse, l'aumento della sicurezza e lo sviluppo dell'ecosostenibilità. Dopo un pilota di tre mesi su una trentina di utenti si è passati allo studio economico con valutazione del Roi su 500 utenti.
Alla fine il livello delle prestazioni è stato considerato ottimo anche per la possibilità di operare in mobilità (indipendenza dal terminale fisico), di accedere al desktop sempre e ovunque con un po' di recupero di spazio sulla scrivania oltre alla silenziosità dell'apparato. Il payback è di 1,9 anni. I limiti principali dell'operazione che ha riguardato i desktop comprendono la mancanza del supporto audio bidirezionale, mentre è in fase di consolidamento il supporto alla fruizione di filmati Flash e non sono ancora virtualizzabili utenti con dispositivi mobili.
Fra i benefici c'è l'agevolazione per la standardizzazione dei client, il rischio e il suo mantenimento nel tempo, la sicurezza dei dati e l'home work. Buoni risultati sono arrivati anche dalla virtualizzazione Vsat con la sperimentazione degli apparati di accelerazione e compressione di banda nelle comunicazioni satellitari. E' stata verificata una riduzione significativa sia del traffico corporate datache Internet con punte di eccellenza sui protocolli Http e Smb, repliche posta, Intranet e monitoraggio.
Poi c'è il miglioramento dei tempi di risposta con la riduzione dell'impatto dei tempi di latenza della comunicazione satellitare e l'aumento della banda disponibile senza ricorrere a estensioni del canone per acquisire nuova banda.


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